Sconfinare nel verde – artisti in residenza

Sconfinare nel verde – artisti in residenza

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“La residenza ha a che fare con l’essere stranieri e portatori di differenze”

(Silvia Bottiroli direttore artistico del festival di teatro di Sant’Arcangelo di Romagna)

Ci sono luoghi qui nella Val Camonica con una forte e ben radicata identità, dove l’asprezza e nello stesso tempo la bellezza del paesaggio naturale si riflettono sui volti di chi li abita e attraverso la patina delle mura antiche possiamo percepire ciò che è stato nel passato.

Qui sembra che il tempo si sia fermato.

Quando si parla di cultura, nello specifico luogo di Bienno, si parla di una tradizione legata ad un suo dialetto, ad un fare manuale, al materiale che da grezzo (legno, ferro, terra) viene elaborato in forme usuali così come (dall’artista) inusuali. E poi c’è la pittura, quella del Romanino e del Fiamminghino.

Da tre anni a questa parte esiste un programma di residenza per artista, qui nel comune di Bienno, grazie al quale artisti provenienti da varie parti d’Italia e dall’estero possono trascorrere un periodo di tempo che va dai tre ai sei mesi utilizzando gli spazi che il comune mette loro a disposizione: una casa e una bottega. L’artista che arriva in questi luoghi si trova certamente ad avere a che fare con un ambiente a forte valore culturale, umano e paesaggistico, diverso da quello in cui solitamente opera. È questa una situazione ideale per approfondire la propria ricerca, arricchirla o forse iniziarne una completamente nuova. La sua opera funge in un certo senso da «racconto visivo», da aggiungere alle già tante storie di paese.

La mostra «Sconfinare nel verde» raccoglie alcuni dei lavori degli ultimi artisti in residenza a Bienno (Paola Alborghetti, Mauro Campagnaro, Marco Facchetti,
Eckehard Fuchs) e la traccia cartacea dell’esperienza artistica di alcuni degli artisti che qui a Bienno hanno usufruito della residenza, trasformando la sala della Casa degli Artisti in un luogo d’incontro, scambio ed informazione.

Questa è la residenza.

 

Paola Alborghetti nasce a Besana Brianza, Milano, nel 1975. Prima di iniziare l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, sono molte e diverse le esperienze lavorative che intraprende. Nel 2003 si reca a Dresda, Germania, dove frequenta per 6 mesi il corso di pittura. Nel 2006 si diploma presso l’Accademia di Brera e nel 2007 decide di trasferirsi a Dresda.

Dal 2013, insieme al suo compagno e artista Eckehard Fuchs, decide di intraprendere diverse esperienze lavorative in residenze per artista in Europa, Giappone e USA.

La pittura è per Paola un atto fortemente corporale, emozionale, che abbraccia lalibertà del divenire. E´ origine inconsapevole di meravigliosi accidenti.

L’apertura al libero processo del divenire avvicina l’artista alla natura, ai sui elementi, ai segni in essa impressi. La libertà di percezione, di espressione con qualsiasi mezzo senza che la razionalità si obblighi a cercare spiegazioni, il lasciarsi andare alla vita liberamente, cercare la bellezza nel gesto e nel colore: questo è per Paola la dedizione alla pittura.

L’artista cerca quindi in tutti i modi a disposizione di “astrarre” il mondo per avvicinarsi ad esso, attraverso l’uso in pittura di campiture di colore definite da linee “quasi” precise, che racchiudono un colore “quasi” monocromo, a delineare forse una desiderio di ordine, però che non sia troppo preciso.

La pittura, come la vita, si fa dunque deposito di dualismi, esperienze, forme aperte, incerte, imperfette.

 

Mauro Campagnaro nasce a Bassano del Grappa. Attualmente vive e lavora in Canal di Brenta. Ha conseguito il diploma di Maestro d’Arte e la maturità d’Arte applicata in Grafica e Fotografia presso l’Istituto Statale d’Arte Michele Fanoli. Ottiene le qualifica di collaboratore dei Beni Culturali. Xilografo incisore collabora e stampa edizioni illustrate. Il suo personale interesse per la grafica, l’illustrazione e l’incisione lo ha portato a indirizzare le ricerche espressive nel campo delle tecniche tradizionali di stampa: xilografia, calcografia e composizione tipografica a mano. O.V.P è un percorso che desidera confrontarsi con il passato ed il presente, l’illustrazione per l’infanzia, la ricerca astratta e decorativa e l’arte del bianco e nero.

 

Marco Facchetti nasce nel 1977 a Chiari (Brescia). Dopo aver studiato Architettura del Paesaggio all’Università di Genova ha conseguito un Master in Landscape Architecture presso il Writtle College nel Regno Unito. Studio e lavoro lo hanno portato a viaggiare e vivere in diversi paesi tra cui Danimarca, Inghilterra, Francia, Marocco e Germania.

Nella sua personale ricerca artistica particolare accento viene rivolto al paesaggio in qualsiasi sua forma, espressione e scala d’osservazione. Attraverso i sensi vengono definite relazioni tra fenomeni registrando e interpretando ampie visioni di una forma culturale che combina geografia, storia e geofisica.

L’attenzione viene inoltre posta alla percezione dello spazio e al desiderio di controllo che l’uomo proietta su di esso.

Attraverso la sua ricerca Marco propone mezzi per incontrare gli spazi liminari, per fare esperienza dei fenomeni nel momento del loro incontro e per immaginarvi le astrazioni della forma. Il confine, identificato come luogo di separazione, distinzione, e allo stesso tempo territorio d’incontro e scambio, è soggetto a esplorazione, esplosione e nuova rigenerazione. Magia e fenomeni insiti nel paesaggio vengono profondamente indagati così come le forme culturali e geofisiche, l’energia e la tensione, e la forza delle relazioni spaziali.

 

Eckehard Fuchs nasce nel 1975 ad Alzenau/Wasserlos (Francoforte, Germania). Inizialmente studia grafic-design a Darmstad e poi si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Dresda, indirizzo pittura, dove si diploma nel 2003. Nel 2005 consegue la specializzazione in pittura.

La sua pittura non segue la rigidità formale di un concetto precostituito, ma è indifferente alle voci dei cori mediali imposti dalla nostra società. Eckehard si affida alla necessità interiore, ascolta l’intuizione.

Il viaggio e il continuo cambiamento di studio ogni tre – sei mesi, in Europa e fuori continente, modello di vita e di lavoro che l’artista persegue dal 2012, sono diventati in un certo senso la struttura di lavoro scelta. I diversi condizionamenti esterni, soprattutto il diverso modo di pensare della metropoli e della provincia, gli permettono di vedere il suo lavoro sotto una sempre rinnovata luce.

Nella sua ricerca il dibattito formale, sempre accompagnato da un’autoreferenzialità e da forme ricorrenti, si risolve nel desiderio di sperimentare e di pensare oltre i confini. Il codice espressivo spazia indifferente tra figurazione e astrazione, segni e presenze narrative, aprendosi a nuove possibilità, mai limitate ad un solo mezzo espressivo.

 

Nello stesso giorno e alla stessa ora inaugurano nelle due sale al pianterreno della Casa degli Artisti le due mostre personali “Waldstück” di Eckehard Fuchs e “Laddove sparsi ci sono segni” di Paola Alborghetti.