Il Borgo degli Artisti – una rete di connessioni per la Valle Camonica

(un bilancio al termine di un anno complicato)

 

È stato un 2020 tanto difficile quanto produttivo quello del Borgo degli Artisti: la chiusura delle attività non ha fermato la creatività di un gruppo sempre più folto di nuovi elementi che provengono da ogni parte d’Europa.

Gli artisti residenti quest’anno hanno lavorato duramente per mantenere vivo il centro storico di Bienno: Bicho Feo (Paola Lascioli) e Urban Sliver Design (Sara Sacco) hanno collaborato ad una linea di abiti a accessori per bambini dal nome Nuvole di Stelle; Helena Sequens e Petv Motycka hanno spiegato le nuove strade degli artisti contemporanei in un incontro aperto a tutta la cittadinanza, mentre Thomas Carroll ha attivato una serie di laboratori di xilografia e stampa. Poi Teodor Borisov, oltre ai microspettacoli di marionette, ha presentato Vivaldi, la sua nuova proposta ideata nei mesi di lockdown; Luca Zanta ha progettato e diretto la costruzione di un’opera land-art Simulacro di germoglio a Campolaro invece Elisa De Nigris ha ideato un originale allestimento esperienziale per il teatro Simoni Fè: Sciogliere nodi. Una
menzione speciale va alla giovanissima Alice Bontempi che, con l’illustrazione dell’albo La Via delle Opere, ha partecipato ad identificare un percorso per le strade del paese alla ricerca delle installazioni che negli anni, artisti in residenza temporanea e non, hanno lasciato a Bienno.
Gli stessi responsabili del Borgo hanno animato l’estate con una serie di attività laboratoriali proposte ai bambini del GREST parrocchiale, e nei cinque fine settimana di agosto hanno curato delle performance dal vivo nell’arena del parco giochi comunale, rivolgendosi in particolare alle famiglie con il coinvolgimento diretto dei bambini. A tutto questo si affiancano le mostre presentate alla Casa Valiga o al Palazzo Simoni Fè, che hanno ospitato le opere di Paola Alborghetti, Eckehard Fuchs, Barbara Crimella, Agnieszka Kozlowska e Tobia Ravà, ma anche e soprattutto Riflessi di Cielo, una collettiva fotografica che ha accolto gli scatti di centinaia di persone invitate durante la quarantena a cogliere istantanee di bellezza dalla finestra di casa.

Sempre quest’anno si è svolta la terza edizione di Segnincorto, la sessione “camuna” del festival cinematografico piemontese Corto e Fieno, fortemente voluta nel 2017 dall’allora presidente Pierfausto Bettoni e portata avanti ancora oggi grazie al sostegno della famiglia. Un’edizione che per la prima volta si allarga oltre i confini comunali andando a interagire con diverse realtà della Valle: Malegno, che ha offerto le residenze per i registi selezionati, il Musil di Cedegolo che ha ospitato un seminario di produzione video e Teleboario che nel mese di giugno ha trasmesso una selezione di cortometraggi vincitori delle edizioni passate nonché a novembre i migliori corti concorrenti della sezione dedicata alla Valle Camonica. Segnincorto è solo una delle attività che ha portato l’associazione Borgo degli Artisti a confrontarsi con un territorio più ampio rispetto al passato: a gennaio è cominciata una collaborazione con l’associazione Le Stelle nella mostra Somnium Ardoris di Maria Luna Storti presso l’antica chiesa di San Zenone all’Arco a Brescia; mentre, grazie a Barbara Crimella, ha fatto tappa a Bienno (dopo essere passata da Murano, Venezia e Treviso) Arts’ Connection, una esposizione frutto della cooperazione tra alcune artiste italiane ed i più famosi artigiani del vetro nella laguna di Venezia. Thomas Carroll è invece stato il cardine di una prossima relazione tra la Fondazione fiorentina Il Bisonte e il Museo della Stampa di Artogne, mentre Teodor Borisov ha portato il suo spettacolo itinerante nei vari paesi della Valle oltre che in altre regioni.

E tutta questa carrellata di collaborazioni non può non essere coronata dal successo del Busker Breno (nato dal lavoro di squadra tra Borgo degli Artisti, Pro Loco e comune di Breno), che ha portato decine di artisti, musicisti e performer di strada nelle piazze del capoluogo camuno nei sabati di agosto. Infine, Giovanna Vinciguerra, nuova acquisizione catanese, è riuscita poco prima di Natale a rafforzare il legame con l’Accademia Abadir grazie ad un progetto di workshop mirato a coinvolgere allievi del Master in Relational Design al fine di migliorare la comunicazione delle attività dei nostri artisti.

Per il Natale sono state preparate delle speciali attrattive luminose legate al progetto Un Natale da Favola per accendere il cuore del centro storico anche in un momento così difficile e sofferto e per non annullare quei sentimenti che rendono unica la nostra tradizione agli occhi di tutti.

Ci si chiede spesso: è abbastanza? No, si può fare di più, e ogni giorno si lavora per crescere una associazione che sta ancora muovendo i primi passi, ma che matura di anno in anno e diventa ormai fondamentale per la vita culturale non solo di Bienno ma anche della nostra Valle. Il 2021 è alle porte e si sta già lavorando per questo.