Memorie d’infinito – Tobia Ravà

 

L’esposizione rappresenta un percorso attraverso la poetica dell’artista, che nelle sue opere attua una mirabile sintesi tra cultura veneziana, ebraica e mitteleuropea, in un connubio tra natura e cultura, attraverso percorsi legati alle sequenze matematiche in relazione allo spazio e al tempo. In mostra è presente una selezione di lavori recenti riguardanti animali, architetture, piante, quali alberi, ortaggi, pesci, volatili, rettili, felini, archi, portici, volte, cupole, sorretti da una stessa logica matematica che permea il mondo naturale e la creazione artistica. Sono presenti diverse tecniche: vele, rasi a sublimazione e le ultimissime produzioni scultoree in bronzo. In tal modo si possono stabilire interessanti rimandi tra le opere dell’artista veneziano ed il luogo ricco di fascino, atmosfera e storia: la casa medievale degli artisti. A ciò corrispondono, in una sorta di amorosi sensi, le atmosfere di Ravà riferite a Rodi, Gerusalemme, San Fruttuoso, ma anche all’ambiente naturale, paesaggistico archeologico, storico-artistico, circostante. Si rimane colpiti dalle texture alfa-numeriche che ricoprono paesaggi, animali e architetture.
Ogni opera, grazie a questo reticolato di numeri e lettere ebraiche può essere letta in rapporto alla ghematrià (“gimatreya”) e alla kabbalah (“ricezione”), che l’artista studia meticolosamente prima della stesura sulla superficie dell’opera. In ogni lavoro l’artista sviluppa un percorso simbolico a rebus costruito su piani di lettura diversi attraverso la ghematrià, criterio di permutazione delle lettere in numeri in uso fin dall’antichità nell’alfabeto ebraico secondo cui ad ogni lettera corrisponde un numero, così ogni successione alfabetica può considerarsi una somma aritmetica. In questo modo ogni opera rappresenta un luogo o un oggetto reale ma anche un percorso simbolico con un significato etico, spirituale e numerologico.
L’artista con le sue opere cerca di recuperare i valori legati alla bellezza e al rispetto dell’ambiente, ma anche alla storia e a tutto ciò che l’uomo ha prodotto come risultato di conoscenze e saperi. Nel suo atelier elabora tutto ciò: crea le sue opere, elucubra teorie ed effettua sempre nuove scoperte. L’artista matematico è anche autore della “Congettura di Ravà” sulla sequenza di Fibonacci, in particolare la sottosequenza con la ripetizione dei 24 numeri, riscontrata con la riduzione teosofica dei numeri della sequenza. La congettura è divenuta teorema essendo stata provata e risultata vera.
Ravà ha fatto anche un’altra recentissima scoperta che riguarda i numeri primi – come scrive Federico Giudiceandrea, che ha fatto la prova matematica anche di questa congettura, risultata vera – “corollario di un teorema già noto: il teorema sulla divisibilità di un numero per 9 o più genericamente per la cifra predecessore della base numerica in cui il numero è espresso”.